Descrizione

Cinque racconti, quattro dei quali pubblicati negli anni sessanta e salutati già da allora da un successo di critica, e di lettori - che imposero Enrico Filippini come una promessa della letteratura italiana. Per anni, invece, Filippini si dedicò all'editoria e al giornalismo, rimanendo attento lettore e osservatore del fenomeno letterario. Finché, dopo la morte, tra le sue carte fu ritrovata una storia straordinaria, la prima di questa raccolta, che giustamente dà il titolo al libro: "L'ultimo viaggio".
Scritto negli ultimi mesi della sua vita, il racconto riprende i temi, le immagini, le ossessioni di uno scrittore estremamente parco, schivo, di grande semplicità e raffinatezza. In prima persona, vi si narra il viaggio dello scrittore nella terra natale, in un ultimo incontro con la morte dei propri genitori, con la propria infanzia, e memoria. Lo accompagna nel racconto, una donna che si fa involontaria e silenziosa testimone di una rivisitazione, che è soprattutto il dialogo dell'uomo con la propria vita vissuta, il suo significato, i fallimenti, le scoperte, le perdite, le attese. In una lingua semplice, volutamente spoglia, il racconto comunica l'emozione forte che solo si prova di fronte a un gesto autentico: perché questo è, appunto, "L'ultimo viaggio" - il gesto di chi mette a nudo il proprio cuore, in un atto estremo di coraggio e di verità, per prepararsi a morire, o a rinascere. Alla luce di questo emozionante racconto, anche gli altri riprendono vita e vigore. Sono anch'essi, comprendiamo, dei monologhi drammatici, e ironici, in cui un uomo si interroga sui propri amori, incontri, passioni. Con un'unica volontà: raggiungere la dimensione originaria della vita, prima delle parole, e oltre le parole stesse. L'albero, la luce, la montagna, la donna, la vita, la lingua stessa - i protagonisti, cioè, di questi racconti - vengono osservati in assoluta semplicità, con occhio nudo, e prosa spoglia di trucchi, di artifici: di qui la loro toccante bellezza.

Conosci l’autore

Enrico Filippini

Enrico Filippini (Cevio, Svizzera, 1932 - Roma, 1988) ha studiato filosofia a Berlino, Monaco, Milano e Parigi laureandosi con Enzo Paci. È stato a lungo editor presso Feltrinelli negli anni sessanta, prima di passare al Saggiatore e successivamente alla Bompiani. Ha tradotto numerose opere dal tedesco immettendo nel circuito della cultura italiana filosofi quali Husserl e Benjamin, nonché gli scrittori della nuova letteratura germanofona (Johnson, Grass, Frisch). Autore di testi narrativi e teatrali, è stato tra i fondatori del Gruppo 63. Dal 1976 ha lavorato come inviato della pagina culturale di “la Repubblica” per la quale ha scritto oltre cinquecento articoli. Negli anni ottanta ha inoltre realizzato diversi programmi per la radio e la televisione italiana ed è stato anche autore di sceneggiature cinematografiche. Per Feltrinelli ha tradotto Congetture su Jakob (1995) di Uwe Johnson, La morte a Venezia, Tonio Kröger e Tristano (2009) di Thomas Mann e ha pubblicato L’ultimo viaggio (1991, nuova edizione 2013).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Gennaio, 1991
Collana: 
Impronte
Pagine: 
142
Prezzo: 
9,30€
ISBN: 
9788807050817